Un lavoro, dunque, che si crea e sviluppa all’interno di una relazione terapeutica volta a decifrare comportamenti, atteggiamenti e pensieri bizzarri, paurosi, rabbiosi, incoerenti, ambivalenti, devianti, distorti, ecc collegandoli ai primari bisogni che ogni neonato porta con sè, bisogni che per colpa di nessuno, in qualche modo, possono aver subito deviazioni, distorsioni, incoerenze nell’incomincio delle relazioni affettive di accudimento.

La presa in carico terapeutica caratterizzata da un orientamento analitico è definibile come una decodifica degli antichi geroglifici affettivo-relazionali osservati nel “qui ed ora” attraverso i contenuti portati dal paziente; un lavoro che avvicina la persona/paziente alle originarie emozioni prima delle eventuali deviazioni e distorsioni caratterizzanti l’essere e l’esistere. Una relazione terapeutica, dunque, che si andrà a costituire attraverso colloqui ripetuti dove, innanzitutto, sarà dato riconoscimento di essere ed esistere a malesseri/sofferenze/disagi venendo successivamente decifrati i diversi legami significativi tra essi e la soggettiva storia affettivo-relazionale della persona. L’orientamento analitico, quindi, non si dirige alle singole sintomatologie osservandole come “brutti bubboni” da estirpare, ma le osserva quali fondamentali messaggeri psichici che raccontano cosa e in che modo è “andato storto” nella storicità delle emozioni della persona. Qualsiasi sarà il sintomo o la sofferenza sottolineata dalla persona, essa avrà un preciso significato che potrà essere decodificato nel rispetto delle possibilità intrapsichiche appartenenti alla struttura psichica della persona/paziente. Riassumendo: la prestazione terapeutica ad orientamento psicoanalitico, la mia, non si rivolge ad un ambito preciso di problematiche o sintomatologie, ma all’universalità del malessere/disagio dell’essere umano, qualsiasi sia l’età, la gravità e il luogo di provenienza. Nasciamo all’interno di una relazione e per tutta la vita ricerchiamo/riproduciamo/ripetiamo le innumerevoli sfaccettature relazionali incontrate e sperimentate, relazioni che potranno, anche, contenere i primari inciampi affettivo-relazionali, fonti di sofferenza. Il funzionamento psichico, la sofferenza psichica sono molto più chiari e comprensibili di quanto venga, alle volte, veicolato.